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Il Gas Radon: Guida Completa alla Prevenzione, Mitigazione e Conformità Normativa in Italia e in Lombardia
Introduzione Generale
Il gas radon rappresenta un inquinante naturale invisibile, inodore e insapore, ma con implicazioni significative per la salute umana, essendo riconosciuto come una delle principali cause di tumore polmonare. La sua presenza è ubiquitaria, derivando dal decadimento dell’uranio, un elemento naturalmente presente nel suolo e nelle rocce. La crescente consapevolezza dei rischi associati all’esposizione al radon ha portato all’adozione di normative specifiche a livello nazionale ed europeo, volte a proteggere sia i cittadini che i lavoratori. Questo report si propone di fornire una guida esaustiva sul gas radon, strutturata in due parti distinte: la prima dedicata al vasto pubblico di cittadini, con informazioni essenziali per la comprensione e la gestione del rischio nella propria abitazione; la seconda, più tecnica e dettagliata, rivolta ai professionisti del settore edilizio, con un approfondimento sulla normativa nazionale e, in particolare, sulle disposizioni specifiche della Regione Lombardia in materia di progettazione, costruzione, ristrutturazione e certificazione degli edifici.
Parte 1: Il Radon per i Cittadini: Proteggere la Tua Casa e la Tua Salute
1.1 Cos’è il Gas Radon e da Dove Proviene
Il radon è un gas nobile, radioattivo, che si forma in modo naturale nel terreno. La sua origine è legata alla sequenza di disintegrazione dell’uranio, un elemento radioattivo diffuso ovunque nel suolo e nelle rocce. Durante questo processo di decadimento naturale, l’uranio si trasforma in una serie di altri elementi radioattivi, tra cui il radio e, infine, il radon.1
La caratteristica più insidiosa del radon è la sua totale impercettibilità: è un gas incolore, inodore e insapore, il che significa che la sua presenza non può essere rilevata dai sensi umani.2 Questa invisibilità rende indispensabile l’uso di strumenti specifici per la sua individuazione. Tra i vari isotopi del radon, il radon-222 è il più comune e pericoloso per la salute umana, con un’emivita di 3,8 giorni, un periodo sufficiente per diffondersi ampiamente negli ambienti chiusi.2
La concentrazione di radon nel suolo non è uniforme; essa varia significativamente in base alla geologia locale. Ad esempio, le aree caratterizzate da rocce granitiche tendono a presentare livelli di radon più elevati rispetto a quelle con suoli sabbiosi o argillosi. In Italia, la distribuzione del radon è molto variabile, con regioni come Lazio, Lombardia, Piemonte e Veneto che mostrano concentrazioni mediamente più elevate, a causa della loro specifica composizione geologica.2
1.2 Come il Radon Entra nelle Abitazioni
Una volta generato nel terreno, il radon è un gas altamente mobile e può facilmente migrare attraverso il suolo e infiltrarsi negli edifici. Le vie di ingresso negli ambienti interni sono molteplici e spesso sottovalutate. Le principali includono fessure e crepe nelle fondamenta e nelle pareti degli edifici, giunti di costruzione, e spazi attorno ai tubi di servizio che attraversano le fondamenta.2
Oltre all’infiltrazione diretta dal terreno, il radon può essere rilasciato anche da alcuni materiali da costruzione. Se questi materiali contengono tracce di uranio, come ad esempio il granito, il tufo, il cemento, il calcestruzzo, il gesso, i mattoni e alcuni tipi di ceramica e laterizi, possono contribuire all’accumulo del gas negli ambienti chiusi, compromettendo la qualità dell’aria interna.4 La comprensione di queste vie di ingresso è fondamentale per adottare misure preventive efficaci e per la progettazione di edifici “radon-resistenti”. La qualità del collegamento tra l’edificio e il terreno (il cosiddetto “attacco a terra”) è un fattore determinante per il potenziale ingresso del gas.
1.3 I Rischi per la Salute: Perché il Radon è Pericoloso
L’esposizione al gas radon rappresenta un serio rischio per la salute umana, in particolare per l’apparato respiratorio. Una volta inalato, il radon e i suoi prodotti di decadimento si trasformano in isotopi radioattivi che emettono radiazioni alfa. Queste radiazioni sono altamente ionizzanti e possono danneggiare il DNA delle cellule polmonari, innescando processi che possono portare allo sviluppo di tumori.4
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha classificato il radon come la seconda causa principale di cancro ai polmoni a livello globale, immediatamente dopo il fumo di tabacco.2 Per i non fumatori, il radon è addirittura la prima causa di tumore polmonare.5 In Italia, le stime indicano che circa 3.000 persone sviluppano il cancro ai polmoni ogni anno a causa dell’esposizione al radon.2 In regioni come la Lombardia e il Lazio, studi condotti dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) attribuiscono al radon indoor il 15-16% dei casi annui di tumore polmonare.5
Un aspetto particolarmente critico è la sinergia tra l’esposizione al radon e il fumo di tabacco. Il rischio di sviluppare un tumore polmonare per i fumatori esposti al radon è stimato essere 25 volte superiore rispetto ai non fumatori esposti.4 Questa amplificazione del rischio evidenzia come la combinazione di fattori ambientali e comportamentali possa avere un impatto devastante sulla salute. L’aumento del rischio di tumore polmonare è direttamente proporzionale alla concentrazione di radon: si stima un incremento del 16% per ogni 100 Bq/m³ di aumento della concentrazione media.5 I sintomi legati al cancro polmonare (come tosse persistente, difficoltà respiratorie, dolore al petto) si manifestano tipicamente solo molti anni dopo l’esposizione iniziale, rendendo difficile l’identificazione precoce del problema senza misurazioni specifiche.2 La comprensione di questa interazione tra radon e fumo è fondamentale per le strategie di salute pubblica, suggerendo che le campagne di mitigazione del radon dovrebbero essere integrate con gli sforzi per ridurre il fumo di tabacco, massimizzando così la riduzione dell’incidenza del cancro polmonare.
1.4 L’Importanza della Prevenzione: Cosa Puoi Fare Tu
La prevenzione dell’esposizione al radon è di fondamentale importanza, soprattutto considerando la sua natura invisibile e l’insorgenza tardiva degli effetti sulla salute. Poiché il radon non può essere rilevato dai sensi umani, l’unica via per identificarne la presenza e la concentrazione è attraverso misurazioni specifiche.3
Un aspetto cruciale da considerare è il vantaggio economico e pratico della prevenzione rispetto agli interventi di bonifica successivi. Investire in misure preventive durante la fase di progettazione e costruzione di un nuovo edificio comporta costi decisamente inferiori e interventi meno invasivi rispetto alla necessità di bonificare un immobile già esistente o abitato.4 Questa logica economica è un pilastro delle normative più recenti, che mirano a integrare la protezione dal radon fin dalle prime fasi del ciclo di vita di un edificio.
La sensibilizzazione e l’informazione della popolazione sono passi essenziali per promuovere un approccio proattivo alla gestione del rischio radon. La Regione Lombardia, in collaborazione con ARPA e ATS, si impegna a rendere disponibili informazioni sui livelli di concentrazione ed esposizione al radon, sui rischi per la salute e sui metodi di misurazione e risanamento. Queste campagne mirano a informare i cittadini e a incoraggiare l’adozione di misure preventive.7 Per sostenere i proprietari di abitazioni negli interventi di risanamento, sono previsti anche incentivi fiscali a livello nazionale o regionale, facilitando l’implementazione di sistemi di ventilazione e sigillatura delle fessure.3
1.5 Come Misurare il Radon in Casa Tua
La misurazione della concentrazione di radon è il primo e più importante passo per affrontare il problema in un’abitazione. Dato che il gas è incolore, inodore e insapore, non è possibile percepirne la presenza senza l’ausilio di strumenti specifici.3 È importante sapere che la concentrazione di radon può variare notevolmente non solo tra diverse aree geografiche o tra abitazioni vicine, ma anche all’interno della stessa casa, fluttuando nell’arco della giornata e tra le stagioni.3 Per ottenere una valutazione affidabile e rappresentativa dell’esposizione media, è quindi fortemente consigliato effettuare misurazioni di lunga durata.
Le misurazioni della concentrazione media annua di radon in aria devono essere condotte per un periodo complessivo di almeno un anno, suddiviso in due semestri consecutivi, per catturare le variazioni stagionali.10 I dispositivi più comunemente utilizzati per le misurazioni a lungo termine sono i dosimetri passivi a tracce nucleari.12
Il posizionamento corretto di questi rilevatori è cruciale per l’accuratezza dei risultati. I dosimetri devono essere collocati nelle aree della casa dove si trascorre la maggior parte del tempo, come il soggiorno o le camere da letto. È fondamentale evitare di posizionarli vicino a finestre, porte o altre aperture che potrebbero alterare la lettura, o in locali di passaggio, bagni o ripostigli utilizzati saltuariamente.2 Idealmente, dovrebbero essere a circa 20 cm dalle pareti e a un’altezza di circa 1,50 m da terra.13
Il numero di punti di misura necessari dipende dall’ampiezza dei locali: per ambienti separati di piccole dimensioni (inferiori a 50 m²), è sufficiente una misura per ciascun locale; per locali di medie e grandi dimensioni, è consigliabile una misura ogni 100 m² di superficie.10 Una volta completato il periodo di esposizione, i dosimetri devono essere inviati immediatamente a un laboratorio accreditato per l’analisi, al fine di garantire l’affidabilità e la validità dei dati ottenuti.12 La complessità della misurazione e la necessità di dati affidabili sottolineano l’importanza di affidarsi a professionisti e laboratori qualificati.
1.6 Interventi Semplici per Ridurre il Radon
Una volta identificata la presenza di radon, esistono diverse strategie per ridurne la concentrazione all’interno degli ambienti abitativi. Queste misure possono variare in complessità, dalle soluzioni più semplici e passive a quelle più strutturali e attive.
Un primo approccio consiste nell’aumentare la ventilazione degli ambienti, in particolare quelli a maggior rischio come cantine e seminterrati. Favorire il ricambio d’aria aprendo regolarmente finestre e porte può contribuire a diluire la concentrazione del gas.2 La manutenzione periodica degli impianti di ventilazione e climatizzazione è anch’essa una buona pratica.3
Un’altra misura preventiva consiste nella sigillatura di fessure e giunti nelle fondamenta e nelle pareti, per bloccare le vie di ingresso del radon dal terreno.2 Tuttavia, è importante notare che la sola sigillatura, pur essendo un passo utile, è spesso insufficiente per risolvere il problema in presenza di concentrazioni elevate di radon (superiori a 1.000 Bq/m³). In questi casi, la sigillatura deve essere affiancata da tecniche di abbattimento attive.3
L’utilizzo di materiali da costruzione con basse emissioni di radon è una misura preventiva da considerare fin dalla fase di costruzione o ristrutturazione.2
Questi interventi, che vanno dalla semplice aerazione all’uso di barriere fisiche e sistemi di ventilazione, dimostrano che la gestione del radon richiede un approccio a più livelli. Le misure più semplici possono fornire una prima linea di difesa, ma per problemi più significativi, è spesso necessaria una combinazione di soluzioni ingegneristiche più robuste. Questo suggerisce che una diagnosi accurata è essenziale per determinare il livello di intervento più appropriato, ottimizzando sia l’efficacia che i costi.
Parte 2: Il Radon per i Professionisti del Settore Edilizio: Normativa, Progettazione e Certificazione
2.1 Introduzione al Rischio Radon nel Settore Edilizio
Il rischio legato al gas radon è emerso come una componente critica della sicurezza e salubrità degli ambienti interni, con profonde implicazioni per l’intero settore edilizio. Questo non è più un problema confinato esclusivamente all’ambito della salute pubblica, ma si è trasformato in una responsabilità diretta per i professionisti coinvolti nella progettazione, costruzione e ristrutturazione degli edifici. Tale evoluzione impone che la gestione del rischio radon sia integrata in ogni fase del ciclo di vita di un immobile, dall’analisi iniziale del sito e dalla fase di design, fino alla costruzione, alle misurazioni post-costruzione e al monitoraggio continuo.
Il quadro normativo italiano ha recepito le direttive europee, in particolare la Direttiva Euratom 2013/59, per stabilire standard di sicurezza più elevati e proteggere la popolazione dall’esposizione al radon, sia nelle abitazioni che nei luoghi di lavoro.3 Questa trasposizione legislativa impone al progettista e al datore di lavoro l’obbligo di effettuare una valutazione accurata del rischio radon, al fine di prevenire conseguenze negative sulla salute delle persone e dei lavoratori.17 La necessità di questa valutazione e degli interventi correlati richiede l’acquisizione di nuove competenze e una maggiore consapevolezza delle interazioni tra la geologia del sito e le tecniche costruttive, ridefinendo in parte la pratica professionale nel settore.
2.2 Quadro Normativo Nazionale: Il D.Lgs. 31 luglio 2020, n. 101
Il Decreto Legislativo 31 luglio 2020, n. 101, rappresenta la normativa cardine in Italia per la protezione contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti, inclusa l’esposizione al gas radon. Questo decreto recepisce integralmente la Direttiva Euratom 2013/59, stabilendo un quadro normativo fondamentale per la sicurezza radiologica.3 È importante sottolineare che il D.Lgs. 101/2020 è una norma speciale per quanto riguarda il rischio radon e, in caso di sovrapposizioni o conflitti con altre disposizioni generali, le sue prescrizioni prevalgono.20
Un elemento centrale introdotto dal decreto è il Piano Nazionale d’Azione per il Radon (PNR) 2023-2032, adottato con Dpcm dell’11 gennaio 2024. Questo piano definisce le strategie, i criteri e le modalità di intervento per prevenire e ridurre i rischi a lungo termine dovuti all’esposizione al radon, fornendo una guida operativa per l’implementazione delle misure di protezione.21
2.2.1 Definizione e Livelli di Riferimento (LdR)
Il D.Lgs. 101/2020 stabilisce specifici livelli massimi di riferimento (LdR) per la concentrazione media annua di attività di radon in aria, espressi in Becquerel per metro cubo (Bq/m³). Questi valori sono cruciali per determinare la necessità di interventi di mitigazione e per valutare la salubrità degli ambienti.13
| Categoria di Edificio | Livello di Riferimento (Bq/m³) | Note |
| Abitazioni esistenti | 300 Bq/m³ | Concentrazione media annua |
| Nuove costruzioni (dal 1° gennaio 2025) | 200 Bq/m³ | Concentrazione media annua |
| Luoghi di lavoro | 300 Bq/m³ | Concentrazione media annua; si applica anche un livello di dose efficace annua di 6 mSv/anno 17 |
L’introduzione di un livello di riferimento più stringente per le nuove costruzioni a partire dal 1° gennaio 2025 (da 300 Bq/m³ a 200 Bq/m³) è un aspetto fondamentale del D.Lgs. 101/2020.13 Questo cambiamento normativo impone ai professionisti del settore edilizio di adottare criteri di progettazione e costruzione ancora più rigorosi per gli edifici di nuova realizzazione, incentivando l’implementazione di soluzioni preventive fin dalle prime fasi. Questo approccio proattivo è volto a garantire ambienti più salubri e sicuri per le future generazioni, riducendo la necessità di costosi interventi di bonifica a posteriori.
2.2.2 Obblighi per Nuove Costruzioni e Ristrutturazioni
Il D.Lgs. 101/2020 impone che gli interventi edilizi che coinvolgono l’attacco a terra, ovvero il contatto tra la fondazione dell’edificio e il suolo, siano soggetti a specifiche procedure di segnalazione certificata ai sensi dell’Art. 24 del D.P.R. 380/2001.25 Ciò significa che la gestione del rischio radon deve essere parte integrante della documentazione edilizia.
Per le nuove costruzioni, la normativa prevede che la progettazione e la realizzazione delle misure preventive che interessano l’attacco a terra possano essere seguite da un professionista abilitato e iscritto all’albo professionale competente (come architetto, ingegnere, geometra o perito edile), senza l’obbligo di incaricare un “Esperto in interventi di risanamento Radon” in questa fase iniziale.25 Tuttavia, se al termine della nuova costruzione le misure tecniche adottate non dovessero garantire concentrazioni di radon inferiori a 200 Bq/m³ (il livello di riferimento per i nuovi edifici dal 2025), l’edificio verrebbe considerato “esistente” e sarebbe necessario l’intervento di un Esperto Qualificato in interventi di risanamento per adottare le misure correttive.17
Le misurazioni della concentrazione di radon devono essere ripetute con cadenza periodica: ogni 8 anni, o ogni volta che vengono eseguiti lavori strutturali a livello dell’attacco a terra o interventi volti a migliorare l’isolamento termico dell’edificio.17 Qualora la concentrazione media annua di attività di radon in aria superi i livelli di riferimento (300 Bq/m³ per gli edifici esistenti o 200 Bq/m³ per le nuove costruzioni dal 2025), è obbligatorio adottare misure correttive. Queste misure devono essere indicate e validate da un Esperto di Radioprotezione, che rilascerà un’apposita relazione tecnica.17 La mancata esecuzione delle misurazioni o l’inosservanza delle scadenze previste può comportare sanzioni penali o amministrative.17
2.2.3 La Figura dell’Esperto in Interventi di Risanamento Radon: Requisiti e Ruolo
Il D.Lgs. 101/2020 introduce e definisce in modo specifico la figura professionale dell’Esperto in interventi di risanamento radon (Art. 15, Allegato II).22 Questa figura è essenziale per la gestione efficace del rischio radon, in particolare quando sono necessari interventi correttivi.
I requisiti per l’abilitazione come Esperto in interventi di risanamento radon sono ben definiti e includono:
| Requisito | Dettaglio |
| Abilitazione Professionale | Possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione di Geometra, Architetto, Ingegnere o Perito Edile, che consenta lo svolgimento di attività di progettazione di opere edili.23 |
| Formazione Specifica | Partecipazione a corsi di formazione e aggiornamento universitari dedicati, della durata di 60 ore. Questi corsi devono focalizzarsi sulla progettazione, attuazione, gestione e controllo degli interventi correttivi per la riduzione della concentrazione di radon negli edifici e devono prevedere una verifica finale dell’apprendimento.23 |
| Iscrizione all’Albo Professionale | Iscrizione all’albo professionale di riferimento.24 |
| Aggiornamento Professionale | Obbligo di partecipare a corsi di aggiornamento triennali, di pari contenuto e della durata minima di 4 ore, che possono essere inclusi nelle normali attività di aggiornamento professionale.24 |
Il ruolo dell’Esperto in interventi di risanamento radon è quello di fornire le indicazioni tecniche necessarie per l’adozione delle misure correttive volte a ridurre la concentrazione di radon negli edifici.10 Questo professionista interviene sia negli edifici esistenti, valutando le concentrazioni rilevate e proponendo soluzioni, sia nelle fasi di progettazione di nuovi edifici, fornendo consulenza per prevenire l’ingresso del gas.27 L’Esperto ha il compito di esaminare le relazioni di misurazione del radon rilasciate dai servizi di dosimetria accreditati, che devono coprire un periodo di 12 mesi con due misurazioni semestrali.27 Per i luoghi di lavoro, la relazione tecnica redatta dall’Esperto costituisce parte integrante del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).17 Questa figura professionale garantisce che gli interventi siano basati su conoscenze specialistiche e conformi alle normative vigenti, assicurando l’efficacia delle azioni di risanamento.
2.3 La Normativa Specifica della Regione Lombardia: L.R. 3 marzo 2022, n. 3
La Regione Lombardia ha dimostrato un impegno proattivo nella gestione del rischio radon, introducendo la Legge Regionale n. 3 del 3 marzo 2022. Questa legge ha apportato modifiche significative alla precedente L.R. 10 marzo 2017, n. 7, in particolare per quanto riguarda il recupero dei vani e locali seminterrati esistenti, e ha reso di fatto obbligatoria l’integrazione del Registro Edilizio Comunale (REC) con specifiche relative al radon.7
2.3.1 Ambito di Applicazione: Attacco a Terra e Abitazioni Senza Cantinato
La L.R. 3/2022 ha esteso l’obbligo di presentare una relazione tecnica di attestazione del gas radon a tutti gli interventi edilizi che coinvolgono l’attacco a terra.6 Questo significa che la normativa regionale adotta un approccio più onnicomprensivo rispetto a quanto previsto a livello nazionale per alcune casistiche.
L’obbligo si applica a un’ampia gamma di categorie edilizie, tra cui:
- Manutenzione straordinaria
- Restauro e risanamento conservativo
- Ristrutturazione Edilizia
- Nuova Costruzione 6
La relazione tecnica è considerata un documento indispensabile per la maggior parte degli interventi edilizi che interessano l’attacco a terra, con un’attenzione particolare agli edifici che non dispongono di cantine o altri piani sottostanti al piano terra.6 Un aspetto distintivo della normativa lombarda è che la relazione tecnica è richiesta a prescindere dall’esito di eventuali misurazioni preliminari e dall’ubicazione del fabbricato. Ciò significa che l’obbligo si estende a tutti i Comuni della Lombardia, e non è limitato solo alle aree identificate come ad alto rischio di radon.6
Per il recupero di locali seminterrati ad uso abitativo o di piani terra con mutamento d’uso, la legge regionale impone l’obbligo di effettuare misurazioni delle concentrazioni di radon entro 24 mesi dalla presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), al fine di verificare il rispetto dei livelli massimi di riferimento stabiliti dall’Art. 12 del D.Lgs. 101/2020.7 Questo approccio proattivo e diffuso della Regione Lombardia, che richiede la relazione tecnica prima dell’inizio dei lavori e per tutte le tipologie di intervento sull’attacco a terra, riflette la convinzione che la prevenzione sia la strategia più efficace ed economicamente vantaggiosa per mitigare il rischio radon, estendendo la responsabilità ai professionisti fin dalle prime fasi progettuali.
2.3.2 Obblighi di Progettazione e Relazione Tecnica
La normativa regionale lombarda impone che gli interventi edilizi che coinvolgono l’attacco a terra siano progettati e realizzati con criteri costruttivi specifici, volti a prevenire l’ingresso del gas radon all’interno delle unità abitative.7
Il documento chiave per attestare la conformità a queste prescrizioni è la “relazione tecnica attestazione gas radon”. Questo documento deve essere obbligatoriamente firmato da un “Esperto in Intervento di Risanamento Radon”, una figura professionale con specifiche abilitazioni e competenze, come dettagliato nella sezione 2.2.3.6 È fondamentale che questa relazione sia protocollata presso il comune competente prima dell’avvio dei lavori.6
Al termine delle opere, il Direttore dei Lavori ha il compito di allegare alla Segnalazione Certificata di Agibilità (SCA) un documento descrittivo delle misure tecniche realizzate per la prevenzione del radon, corredato da documentazione fotografica. È inoltre consigliabile allegare una misura breve di collaudo, sebbene le misurazioni di lunga durata siano quelle che attestano la salubrità a lungo termine.14 È cruciale che tutte le misurazioni siano eseguite con strumentazione certificata da un ente accreditato, con verifica periodica di taratura, per garantire l’affidabilità dei dati.14
2.3.3 Aree Prioritarie a Rischio Radon in Lombardia
In ottemperanza al D.Lgs. 101/2020, la Regione Lombardia ha proceduto alla “Prima individuazione delle aree prioritarie a rischio Radon”. Questa identificazione è stata approvata con la Deliberazione della Giunta Regionale (DGR) n. 508 del 26 giugno 2023, e successivamente pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia (BURL SO n. 26 del 28 giugno 2023) e sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (n. 211 del 9 settembre 2023).8
Le aree prioritarie sono state identificate sulla base del criterio che la stima della percentuale di edifici in cui la concentrazione di radon indoor supera il livello di 300 Bq/m³ sia pari o superiore al 15%.8 Sebbene l’obbligo della relazione tecnica si applichi a tutti i comuni lombardi per gli interventi sull’attacco a terra, l’identificazione delle aree prioritarie ha un impatto specifico sui datori di lavoro.
L’elenco iniziale include 90 comuni lombardi. Alcuni esempi di comuni classificati in area prioritaria sono:
| Comune | Provincia |
| Abbadia Lariana | LC |
| Algua | BG |
| Anfo | BS |
| Aviatico | BG |
| Bagolino | BS |
| Besano | VA |
| Bisuschio | VA |
| Branzi | BG |
| Caino | BS |
| Campodolcino | SO |
| Carona | BG |
| Casargo | LC |
| Castano Primo | MI |
| Chiavenna | SO |
| Ghedi | BS |
| Livigno | SO |
| Vanzaghello | MI |
| Vobarno | BS |
| (L’elenco completo è disponibile nelle fonti ufficiali della Regione Lombardia e ARPA Lombardia) 8 |
Nei comuni classificati in area prioritaria, i datori di lavoro che esercitano la propria attività in ambienti situati al piano seminterrato o al piano terra sono specificamente tenuti a effettuare misurazioni della concentrazione media annua di radon e ad applicare azioni di risanamento qualora i valori superino i 300 Bq/m³.8 Questa distinzione evidenzia una priorità di intervento in zone dove il rischio è statisticamente più elevato, pur mantenendo un approccio di prevenzione diffuso su tutto il territorio regionale.
2.4 Misure di Prevenzione e Mitigazione negli Edifici
Le strategie per ridurre i livelli di radon negli edifici si articolano in misure preventive, da applicare nelle nuove costruzioni, e misure correttive, volte a risanare gli edifici esistenti.4 L’efficacia di queste misure è variabile e spesso è consigliabile integrare diverse tecniche per ottenere i migliori risultati.9
2.4.1 Tecniche Passive e Attive: Dalla Progettazione alla Bonifica
Misure Preventive (per Nuove Costruzioni):
Queste soluzioni sono integrate nella fase di progettazione e costruzione per impedire l’ingresso del radon fin dall’inizio:
- Posa di strati impermeabili al radon: L’installazione di membrane barriera o freno al vapore sotto la soletta di fondazione o nelle pareti perimetrali a contatto con il terreno. Queste membrane agiscono come barriere fisiche che bloccano la risalita del gas dal suolo.2 Sono progettate per una protezione a lungo termine e sono versatili per diverse applicazioni edilizie.3
- Realizzazione di vespai aerati o intercapedini ventilate: Creazione di uno spazio vuoto ventilato sotto il pavimento o lungo le pareti interrate. Il radon che si accumula in questo spazio viene aspirato e rimosso all’esterno tramite un sistema di ventilazione dedicato, che può essere naturale o forzato.3 Questa tecnica è particolarmente efficace.
- Criteri di progettazione architettonica: Adottare soluzioni progettuali che riducano le vie di ingresso del gas, come evitare la collocazione di camere da letto al piano terra nelle nuove progettazioni.25
- Utilizzo di materiali da costruzione a bassa emissione: Selezione di materiali che non contengano o rilascino basse quantità di uranio e, di conseguenza, di radon.3
- Realizzazione a tenuta stagna: Assicurare la perfetta sigillatura di aperture in fondazione e di tutti gli attraversamenti di canali e tubazioni.26
Misure Correttive (per Edifici Esistenti):
Questi interventi sono applicati per ridurre le concentrazioni di radon in edifici dove è già stata rilevata una presenza elevata:
- Sigillatura di crepe e fessure: Intervento volto a chiudere tutte le vie visibili di ingresso del radon nei pavimenti e nelle pareti.3 Tuttavia, questa misura da sola è spesso insufficiente per concentrazioni elevate (superiori a 1.000 Bq/m³) e deve essere combinata con altre tecniche.3
- Miglioramento della ventilazione: Installazione o potenziamento di impianti di aerazione controllata per aumentare il ricambio d’aria negli ambienti. Si può anche creare una sovrappressione negli ambienti abitati o una depressione nei locali sottostanti (es. cantine, vespai) utilizzando ventilatori per impedire al radon di risalire.3
- Depressurizzazione del suolo sotto l’edificio (Sub-Slab Depressurization – SSD): Questa è una delle tecniche più efficaci. Consiste nell’aspirare attivamente il radon da sotto la soletta di fondazione o dal vespaio tramite un sistema di tubazioni e un ventilatore, espellendolo all’esterno. Crea una pressione negativa che impedisce al gas di entrare nell’edificio.3 L’efficacia di questa tecnica può raggiungere il 90%.25
- Realizzazione di un pozzetto radon: Un punto di raccolta del gas creato sotto l’edificio, da cui il radon viene aspirato e convogliato all’esterno.13
- Manutenzione e verifica: È essenziale una manutenzione periodica dei sistemi di ventilazione e una verifica costante delle sigillature per assicurare che il sistema funzioni correttamente nel tempo.3
Le diverse tecniche di prevenzione e mitigazione del radon, con le loro varie efficienze, dimostrano che la gestione del rischio richiede un approccio flessibile e adattivo. La scelta della soluzione più appropriata dipende da fattori quali la tipologia dell’edificio, la concentrazione di radon rilevata e le condizioni geologiche del sito. Questo richiede un’analisi approfondita e, spesso, l’intervento di professionisti qualificati per garantire che le misure adottate siano non solo efficaci, ma anche ottimizzate in termini di costi e impatto sull’edificio.
2.4.2 Materiali da Costruzione e Barriere Anti-Radon
La selezione dei materiali da costruzione gioca un ruolo significativo nella prevenzione dell’ingresso e dell’accumulo di radon negli edifici. È noto che alcuni materiali, a causa della loro origine geologica, possono contenere tracce di uranio e quindi rilasciare radon. Tra questi si annoverano il granito, il tufo, il cemento, il calcestruzzo, il gesso, i mattoni e alcune tipologie di ceramica e laterizi.4
Per minimizzare il rischio, è consigliabile l’utilizzo di materiali certificati che garantiscano basse emissioni di radon.3 Un’altra misura preventiva fondamentale è l’impiego di barriere fisiche specificamente progettate per essere impermeabili al radon. Queste barriere, spesso sotto forma di membrane, vengono posizionate sotto la soletta di fondazione o all’interno delle pareti a contatto con il terreno. Agiscono come uno strato protettivo che impedisce al gas di risalire dal suolo e di infiltrarsi nell’edificio.3 La loro installazione può avvenire sia in fase di nuova costruzione che durante interventi di ristrutturazione, e sono concepite per offrire una protezione duratura nel tempo.3 L’attenzione alla scelta dei materiali e all’implementazione di queste barriere è un elemento chiave per la realizzazione di edifici “radon-resistenti”.
2.5 Metodi di Misurazione e Certificazione della Salubrità
La misurazione accurata della concentrazione di radon è il fondamento per la valutazione del rischio e per la certificazione della salubrità di un’abitazione o di un luogo di lavoro. Data la natura inodore e incolore del gas, l’impiego di strumentazione e procedure specifiche è imprescindibile.3
2.5.1 Procedure di Misurazione: Durata, Punti di Rilevazione e Strumentazione
Le misurazioni devono essere condotte con strumenti specifici e secondo protocolli rigorosi. A causa delle fluttuazioni significative della concentrazione di radon (dovute a variazioni orarie e stagionali, nonché a fattori come il grado di fratturazione e la permeabilità del terreno, e le variazioni di temperatura e pressione dell’aria 9), è obbligatorio effettuare misurazioni a lungo termine. La normativa nazionale (D.Lgs. 101/2020) e regionale (L.R. 3/2022) prevede che la concentrazione media annua di radon in aria sia determinata attraverso un periodo complessivo di misurazione di un anno, suddiviso in due semestri consecutivi (tipicamente primavera-estate e autunno-inverno).10
Il numero e il posizionamento dei punti di rilevazione sono cruciali per ottenere risultati rappresentativi:
- Per locali separati di piccole dimensioni (inferiori a 50 m²), è sufficiente una misura in ciascun locale.
- Per locali separati di medie e grandi dimensioni, è consigliabile una misura ogni 100 m² di superficie.10
- Le misurazioni dovrebbero essere effettuate preferibilmente al piano abitato più basso.3
- I dispositivi di test, come i dosimetri passivi a tracce nucleari, devono essere posizionati in aree di uso comune (es. soggiorno, camere da letto), lontano da finestre, porte o altre aperture che potrebbero influenzare la lettura, e a circa 1,50 m da terra. È importante evitare locali di passaggio, bagni o ripostigli, in quanto non rappresentativi dell’esposizione media degli occupanti.2
L’efficacia degli interventi di risanamento deve essere verificata con nuove misurazioni. Sebbene una misura breve di collaudo possa essere utile alla conclusione dei lavori 14, è necessario verificare i risultati anche con misurazioni di lunga durata per attestare il rispetto dei livelli di riferimento e la salubrità dell’ambiente.9
2.5.2 Laboratori Accreditati e Servizi di Dosimetria
La validità e l’affidabilità delle misurazioni del radon dipendono in larga misura dalla qualificazione dei laboratori e dei servizi di dosimetria coinvolti. Le misure sono considerate valide solo se la strumentazione utilizzata è certificata da un ente accreditato e sottoposta a verifica periodica di taratura.14 I dosimetri, una volta esposti, devono essere analizzati da un laboratorio accreditato.12
In Italia, l’accreditamento dei laboratori di prova è gestito da ACCREDIA, l’Ente Unico Nazionale di Accreditamento. Laboratori come Mi.am srl (accreditato ACCREDIA n. 02253, con campo di prova accreditato UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2018 e metodo UNI ISO 11665-4:2021) e Niton (che si avvale di professionisti certificati NRPP e i cui rivelatori hanno superato test secondo lo standard ANSI/AARST MS-PC 2015) sono esempi di enti qualificati nel settore.34
I servizi di dosimetria devono essere riconosciuti dall’ISIN (Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione) ai sensi dell’Art. 155 del D.Lgs. 101/2020. Ad esempio, la Società Harmat è un servizio di dosimetria riconosciuto ISIN con sigla DHARRM01.39 Molti laboratori accreditati sono anche inclusi nell’elenco regionale dei soggetti che svolgono servizio di dosimetria del gas Radon, come Mi.am srl per la Regione Lombardia.9 La presenza di questi enti qualificati e accreditati garantisce la precisione e la conformità delle misurazioni, elementi indispensabili per la certificazione della salubrità degli ambienti e per la conformità normativa. Questa “catena della fiducia”, dalla misurazione alla certificazione, è essenziale per la tutela della salute pubblica e per la validità legale degli interventi.
2.5.3 La Relazione Tecnica e la Dichiarazione di Salubrità per l’Agibilità
Le misurazioni del radon e le successive relazioni tecniche sono elementi fondamentali nel processo di dichiarazione di salubrità di un’abitazione e per l’ottenimento dell’agibilità. Il D.Lgs. 101/2020 stabilisce che la valutazione del rischio radon nei luoghi di lavoro debba essere inclusa nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), e la relazione tecnica redatta dall’Esperto in interventi di risanamento radon ne costituisce parte integrante.17
Per le abitazioni, in particolare quelle soggette a interventi che coinvolgono l’attacco a terra, la misurazione della concentrazione media annua di radon è un requisito per la certificazione di agibilità. Nel caso di recupero di locali seminterrati o piani terra ad uso abitativo, le misurazioni devono essere completate entro 24 mesi dalla presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA).14
Qualora la concentrazione media annua di attività di radon in aria superi i livelli di riferimento (300 Bq/m³ per le abitazioni esistenti, 200 Bq/m³ per le nuove costruzioni dal 2025), sono necessarie misure correttive. Tali misure devono essere adottate avvalendosi dell’Esperto di Radioprotezione, che rilascia un’apposita relazione.17 Dopo l’applicazione delle misure correttive, la valutazione deve essere ripetuta per verificare l’efficacia degli interventi e attestare il rispetto dei livelli di riferimento.17
Le misurazioni devono essere ripetute periodicamente, ogni 8 anni, o ogni volta che si eseguono lavori strutturali a livello dell’attacco a terra o interventi volti a migliorare l’isolamento termico.17 Questa cadenza assicura un monitoraggio continuo della salubrità degli ambienti. La sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico degli edifici, inclusa la conformità ai limiti di radon, è attestata mediante la Segnalazione Certificata di Agibilità.14 La documentazione relativa al radon diventa quindi un elemento probante per la dichiarazione di salubrità dell’immobile.
2.6 Modulistica e Pratiche Amministrative per i Comuni in Lombardia
La Regione Lombardia ha implementato un sistema di modulistica edilizia unificata e standardizzata per semplificare e rendere più efficiente la gestione delle pratiche edilizie, inclusi gli adempimenti relativi al gas radon.
2.6.1 La Relazione Tecnica Attestazione Gas Radon: Obblighi di Presentazione
Come già evidenziato, la Legge Regionale n. 3 del 3 marzo 2022 ha introdotto l’obbligo di presentare una “relazione tecnica attestazione gas radon” per tutti gli interventi edilizi che coinvolgono l’attacco a terra.6 Questo documento, che deve essere firmato da un Esperto in Intervento di Risanamento Radon, deve essere protocollato presso il comune competente prima dell’avvio dei lavori.6 L’obbligo sussiste indipendentemente dall’esito di misurazioni preliminari o dalla classificazione del comune in un’area prioritaria, applicandosi a tutti i comuni della Lombardia.6
2.6.2 Moduli Edilizi Unificati di Regione Lombardia
Regione Lombardia aggiorna periodicamente la propria modulistica edilizia unificata per recepire le continue modifiche normative a livello comunitario, nazionale e regionale.40 Questi moduli sono disponibili sulla piattaforma “Procedimenti” di Regione Lombardia, che offre anche una guida alla compilazione e un servizio FAQ.40
Tra i moduli chiave aggiornati per includere le disposizioni sul radon figurano:
- Modulo Unico Titolare: Utilizzato per diverse pratiche edilizie come CILA, SCIA, SCIA alternativa al PdC, e PdC.41
- Relazione Tecnica Asseverazione Unica: Da utilizzare insieme al Modulo Unico Titolare per le pratiche di CILA, SCIA, SCIA alternativa al PdC, PdC. Questo modulo ha subito modifiche specifiche al punto 11 per integrare gli aspetti relativi al radon.41
- Segnalazione Certificata Agibilità (SCA): Il modulo per attestare la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico dell’edificio.14
- Relazione Tecnica Asseverazione Agibilità: Da utilizzare insieme alla SCA, con integrazioni specifiche al punto 12 per il gas radon.41
È fondamentale che i professionisti utilizzino sempre la versione più aggiornata dei moduli, scaricandoli direttamente dalla piattaforma regionale, poiché l’uso di versioni obsolete può generare errori e ritardi nelle pratiche.41
2.6.3 Processo di Consegna e Protocollo al Comune
La presentazione della modulistica e delle dichiarazioni avviene generalmente tramite il SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) o SUE (Sportello Unico per l’Edilizia) del comune competente. La Regione Lombardia ha sviluppato una piattaforma per la gestione digitale delle pratiche edilizie, consentendo ai professionisti di compilare e inviare le pratiche online.41
Il processo prevede che il professionista compili il modulo, lo confermi e lo consegni o invii al Comune seguendo le indicazioni specifiche dell’ente.41 La relazione tecnica attestazione gas radon, firmata dall’Esperto, deve essere protocollata prima dell’avvio dei lavori.6 Al termine dei lavori, la relazione descrittiva delle misure tecniche realizzate, eventualmente corredata da una misura breve di collaudo, deve essere allegata alla SCA dal Direttore dei Lavori.14 La trasmissione dei risultati delle misurazioni di radon ai comuni e alle ARPA è un obbligo, come previsto anche per altre regioni.10
Conclusioni e Raccomandazioni Finali
Il gas radon, un inquinante naturale invisibile ma con gravi implicazioni per la salute, rappresenta una sfida significativa per la salute pubblica e il settore edilizio in Italia. L’analisi condotta ha evidenziato come la normativa nazionale, in particolare il D.Lgs. 101/2020, e le disposizioni regionali, con un focus sulla L.R. 3/2022 della Lombardia, abbiano rafforzato il quadro di riferimento per la prevenzione e la mitigazione.
Per i cittadini, la consapevolezza della natura inodore, incolore e insapore del radon è fondamentale. L’impossibilità di rilevarlo con i sensi umani sottolinea la necessità imprescindibile di misurazioni specifiche e professionali. L’importanza della prevenzione, sia attraverso semplici pratiche di ventilazione e sigillatura che tramite interventi strutturali in fase di costruzione, è accentuata dal paradosso economico: prevenire è sempre meno costoso e meno invasivo che bonificare a posteriori. Inoltre, la sinergia tra l’esposizione al radon e il fumo di tabacco evidenzia la necessità di un approccio olistico alla salute che integri la mitigazione del radon con le campagne antifumo per massimizzare la protezione.
Per i professionisti del settore edilizio, il rischio radon non è più un mero problema ambientale, ma una responsabilità intrinseca alla progettazione e realizzazione degli edifici. Il D.Lgs. 101/2020 ha introdotto livelli di riferimento chiari e la figura specializzata dell’Esperto in interventi di risanamento radon, con requisiti formativi e professionali ben definiti. La Regione Lombardia ha adottato un approccio particolarmente proattivo e onnicomprensivo, estendendo l’obbligo della relazione tecnica per tutti gli interventi che coinvolgono l’attacco a terra, indipendentemente dall’ubicazione o dai livelli di radon iniziali. Questo orientamento regionale impone una maggiore attenzione alla progettazione “radon-resistente” fin dalle prime fasi e una rigorosa applicazione delle tecniche di prevenzione e mitigazione, sia passive che attive.
La validità delle misurazioni, cruciali per la certificazione di salubrità e agibilità, è garantita solo dall’affidabilità dei laboratori accreditati e dei servizi di dosimetria riconosciuti. La modulistica unificata e le procedure amministrative digitalizzate in Lombardia mirano a facilitare l’adempimento di questi obblighi, ma richiedono ai professionisti un costante aggiornamento sulla normativa e sull’utilizzo degli strumenti telematici.
In sintesi, la gestione del rischio radon richiede un impegno congiunto da parte dei cittadini, attraverso la consapevolezza e la misurazione, e dei professionisti, attraverso una progettazione attenta, l’applicazione di tecniche di mitigazione efficaci e il rispetto rigoroso delle normative. Solo attraverso un approccio integrato e basato sulla conoscenza scientifica e tecnica sarà possibile garantire ambienti di vita e di lavoro salubri e sicuri, riducendo significativamente l’impatto di questo inquinante invisibile sulla salute della popolazione.